Orari Messe

Giorni feriali: 8.30
       eccetto giovedì 18.30

Prefestiva: 18.00

Domenica: 9.30, 11.00

 

 "..che la locanda della nostra vita e della nostra comunità sappia rinnovarsi, nell'accoglienza.." LOCANDE

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17 novembre 2021
“Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola” (Luca 2,299)

 Dalla celebrazione della Messa funebre 

Siamo qui per celebrare l’amore di Dio che scende abbondante sulle sue creature. […] Siamo qui per celebrare l’amore accolto da don Nildo e condiviso da lui nella forma del servizio pastorale alla chiesa, alla comunità dei discepoli del suo signore Gesù. Celebriamo e salutiamo don Nildo

Introduzione di Don Maurizio e commiato della parrocchia della Beverara

Registrazione del funerale sul sito della chiesa di Bologna.

Galleria di immagini del funerale


Breve video con un ricordo di  

 
LIBRETTO DEI CANTI

[Gesù disse ai suoi discepoli:] “Avete compreso tutte queste cose?". Gli risposero: "Sì". Ed egli disse loro: "Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche".           (Mt. 13,51-52)

Nel momento del commiato - provvisorio secondo la carne ma già rivolto alla comunione con il Padre, presso cui Gesù è tornato a preparare un posto per tutti- con queste parole del Vangelo la comunità parrocchiale di San Bartolomeo della Beverara saluta il suo caro don Nildo.

Rendiamo testimonianza a don Nildo che ci ha lasciato un tesoro prezioso di cose nuove e antiche.

Ci ha donato una fede incarnata, corporea, tangibile in Gesù Risorto.

Ci ha donato la Parola di Dio, amata, interpellata e insegnata ogni giorno.

Ci ha donato Corpo e il Sangue di Gesù, offerto a ognuno con sapiente misericordia.

Ci ha donato un amore filiale e sconfinato, con tutte le note del cuore dalla gioia fino al dolore, per la Chiesa che ci è Mamma e per la Liturgia che ci è Maestra

Testimoniamo che don Nildo ha voluto bene alla nostra comunità parrocchiale anche prima di conoscerla: come Gesù stesso ha fatto con il nostro patrono l’apostolo Bartolomeo, e come lui ci ha scritto con umile trepidazione.

Ci ha amati con passione di pastore forte, con fedeltà di tenero sposo!

Testimoniamo che don Nildo ci ha sollecitato ogni giorno con il suo esempio a crescere in una fede autentica: dono insondabile di Dio, seme fecondo di talenti umani.

Una fede accolta e nutrita responsabilmente, matura nell’integrare senza ipocrisie e con intelligente benevolenza le infinite scintille dell’umano: che sono mistero di Dio nel disegno di salvezza per ogni uomo.

Chi sono io per giudicare? amava ripetere sempre più spesso con l’avanzare dell’età.

Una fede illuminata dal carisma del suo maestro don Dossetti. Per il quale “Dopo l’Incarnazione non c’è più nessun problema politico che non sia anche problema religioso”.

Una fede che è lievito della Storia, moltiplica fino a dieci la moneta d’oro da ognuno ricevuta, estende fino a dieci città la signoria di Dio custodita nella fedeltà del poco.

Una fede che rende capaci i discepoli di rispondere all’invito implicito di Gesù nelle parole citate all’inizio: cioè ad essere loro stessi creatori di nuove parabole.

Ad essere ognuno di noi nuove Parole del Signore, ancora oggi per questo nostro mondo che ha sete del Vangelo.

Funerale a San Pietro

E ora lascia, caro don Nildo, che ti salutiamo con le parole del libro della Sapienza, che tanto tratteggiano il ritratto di te inciso nei nostri cuori e che ora nella pienezza di Dio e nelle braccia di Gesù certamente sono diventate del tutto anche tue:

Ho conosciuto tutte le cose nascoste e quelle manifeste,
perché mi ha istruito la sapienza, artefice di tutte le cose.
In lei c'è uno spirito intelligente, santo,
unico, molteplice, sottile,
agile, penetrante, senza macchia,
schietto, inoffensivo, amante del bene, pronto,
libero, benefico, amico dell'uomo,
stabile, sicuro, tranquillo,
che può tutto e tutto controlla,
che penetra attraverso tutti gli spiriti
intelligenti, puri, anche i più sottili (…)

Sebbene unica, può tutto;
pur rimanendo in se stessa, tutto rinnova
e attraverso i secoli, passando nelle anime sante,
prepara amici di Dio e profeti.
Dio infatti non ama se non chi vive con la sapienza.

(Sap. 7, 21-23.27-28)

 

Bologna, 19 novembre 2021